«Dilettante di gran classe».

Sono fatta d'ansia e di sangue, poca carne e molta carta (di libri); sono innamorata dell'idea d'essere innamorata, sono un concentrato di contraddizioni che combaciano perfettamente tra di loro e per questo mi rendo conto di essere una persona essenzialmente problematica. Amo talmente tante cose che ci metterei una vita ad elencarle. Comincio tutto ma non finisco mai niente, dal 1992.

«Io veramente non sono un uomo: io sono troppo spirito».

Eccesso di coscienza ipertrofica

Posso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo? E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi, e la fantasia pronta e precisa, e il gusto delle confidenze altrui? E che sono al mondo da quarantadue anni? Non si può bruciare la candela dalle due parti – nel mio caso l’ho bruciata da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto.
Tutto questo te lo dico non per impietosirti – so che cosa vale la pietà, in questi casi – ma per chiarezza, perché tu non creda che quando avevo il broncio lo facessi per sport o per rendermi interessante. Sono ormai di là dalla politica. L’amore è come la grazia di dio – l’astuzia non serve. Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l’ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora. Io lo vorrei – in fondo non voglio che questo – ma mi chiedo sovente che cosa ti consiglierei se fossi tuo fratello. Purtroppo non lo sono. Amore.

Cesare Pavese, in una lettera a Romilda Bollati (Pierina), agosto 1950.

Premettendo che tumblr ultimamente non è al suo meglio, non riesco a rispondere alle fan mail e non mi segnala i nuovi follower; aumenta solo il numero, senza dirmi chi mi segue. Perciò non sono io che non voglio rispondere o seguirvi, è tumblr. Spero di riuscire a risolvere al più presto. Ci scusiamo per l’inconveniente.

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